Mindfulness e Burnout


Burnout è parola che in inglese che letteralmente rimanda ai concetti di surriscaldamento, combustione, esaurimento e crollo esprimendo in modo metaforico le manifestazioni di uno stress prolungato, soprattutto caratteristico di chi ha a che fare con la sofferenza umana. L’uso di questo termine viene di solito ristretto a quella forma di logorio profondo che può colpire le professioni di aiuto e i cargiver, mantenendo invece il concetto di Stress Lavoro Correlato per quelle situazioni professionali nelle quali lo stress può essere enorme seppur non caratterizzato da quella specificità del contatto con la sofferenza di un nostro conspecifico.

Le manifestazioni del Burnout sono molteplici e si declinano su più piani:

  • sul piano cognitivo ed emotivo con distacco emotivo, apatia, demotivazione difficoltà di concentrazione, senso di confusione, perdita di piacere negli affetti e nelle relazioni sociali come nel proprio lavoro e nei propri interessi, fluttuazioni dell’umore, irritabilità
  • sul piano comportamentale con discontrollo degli impulsi immediatamente gratificanti (cibo, sostanze, alcol, farmaci), conflittualità nelle relazioni, tendenza all’isolamento, assenteismo, mancanza di iniziativa
  • sul piano fisico con emicrania, insonnia, inappetenza, disturbi intestinali, senso di debolezza.

La partecipazione ad un programma di Mindfulness agisce riportando la persona nel presente, maggiormente in contatto con sé stessa e i suoi bisogni. La consapevolezza diviene un nutrimento quotidiano indirizzato ad aumentare la connessione momento per momento con:

  • il proprio corpo
  • le proprie percezioni
  • le proprie emozioni
  • i propri pensieri

Da uno stato di calma non reattiva è possibile lasciare essere quello che si osserva per ciò che è in modo non giudicante e non resistente. Con la pratica nelle settimane del programma questa modalità di attenzione al presente inizia a permeare la quotidianità, si coltiva questa forma di consapevolezza in ogni momento della propria vita, in situazioni facili e in quelle difficili nelle azioni semplici e in quelle complesse. Il fine, preventivo o correttivo, è di raggiungere un livello di benessere psicofisico di livello più elevato, promuovendo cambiamenti nella propria percezione, nel comportamento e nell’atteggiamento con il quale si affrontano le situazioni quotidiane.

Anche in questo casi gli studi di applicazione dell’MBSR al burnout o alla sua prevenzione sono numerosissimi. Come punto di partenza per chi volesse approfondire ne rendiamo disponibili due. Il primo pubblicato su Elsevier nel 2015 (Outcomes of MBSR or MBSR-based interventions in health careproviders: A systematic review with a focus on empathy and emotional competencies) è un review sistematica sul ruolo dell’MBSR sul personale sanitario. Il secondo (MBSR: An Intervention to Enhance the Effectiveness of Nurses’ Coping With Work-Related Stress) invece è una meta-analisi su la numerosa letteratura centrata sul ruolo del MBSR rispetto allo stress delle infermiere, un ruolo dove il contatto con la sofferenza è particolarmente intenso.

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Se hai delle domande in relazione quello che hai letto puoi chiedere di  essere contatto da un istruttore a questa mail: mindfulness@centroclinicocrocetta.it.