Mindfulness e Oncologia


Ricevere una diagnosi oncologica rappresenta un evento che irrompe con forza nella vita di una persona, aprendo scenari di incertezza, paura e dolore fisico ed emotivo. Non si tratta solo della malattia in sé, ma dell’intera esperienza che ne deriva: i trattamenti medici, gli effetti collaterali, l’ansia rispetto al futuro, le ricadute sulla propria identità, sui legami affettivi e sulla quotidianità. La sofferenza, dunque, si sviluppa su più livelli: fisico, psicologico, sociale ed esistenziale.

In oncologia, sempre più studi hanno dimostrato come interventi psicologici complementari ai trattamenti medici possano avere un impatto significativo sulla qualità della vita dei pazienti. In questo contesto, la mindfulness si configura come una risorsa preziosa, capace di offrire strumenti concreti per affrontare la complessità dell’esperienza oncologica.

I meccanismi di sofferenza nella malattia oncologica

La diagnosi e il percorso terapeutico attivano una serie di processi mentali ed emotivi che contribuiscono a incrementare la sofferenza:

  • ansia anticipatoria: la mente proiettata nel futuro, in costante attesa di esami, risultati o possibili ricadute;

  • catastrofizzazione: la tendenza a leggere ogni sintomo o sensazione fisica come segno di peggioramento della malattia;

  • perdita di controllo: il sentirsi in balia di eventi e procedure mediche al di fuori della propria gestione;

  • evitamento esperienziale: la difficoltà ad affrontare emozioni intense come la paura, la tristezza o la rabbia, con tentativi di sopprimerle che finiscono per amplificarle;

  • frammentazione dell’identità: la riduzione del proprio sé alla dimensione di “malato”, con perdita del contatto con aspetti vitali e significativi della propria persona.

Questi meccanismi, pur comprensibili, possono diventare fattori che peggiorano la qualità della vita, intensificando la sofferenza psicologica e incidendo negativamente anche sulla gestione del trattamento medico.

Il contributo della mindfulness

La mindfulness, intesa come pratica di consapevolezza non giudicante e accogliente dell’esperienza momento per momento, interviene proprio su questi meccanismi disfunzionali. In particolare, può offrire benefici in diverse aree:

  • riduzione dell’ansia e della depressione: aiutando a restare nel presente, senza perdersi nelle previsioni catastrofiche sul futuro o nei rimuginii sul passato;

  • gestione del dolore: sviluppando un atteggiamento di osservazione curiosa verso le sensazioni fisiche, riducendo la componente di sofferenza emotiva che si aggiunge al dolore stesso;

  • riconoscimento e accettazione delle emozioni: imparando a lasciar emergere paura, rabbia, tristezza senza reprimerle né giudicarle, trasformando così il rapporto con esse;

  • recupero della propria identità: riportando l’attenzione agli aspetti vitali e presenti della propria esistenza, e non solo al ruolo di paziente;

  • incremento della resilienza: favorendo una maggiore capacità di adattamento e di apertura alla propria esperienza, anche nelle condizioni di incertezza.

La mindfulness nei percorsi oncologici

Negli ultimi anni si sono diffusi programmi strutturati di mindfulness rivolti ai pazienti oncologici, spesso integrati ai percorsi ospedalieri. L’approccio più studiato è il Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR), che ha mostrato risultati significativi in termini di riduzione dello stress, dell’ansia e della depressione, nonché di miglioramento della qualità della vita.

Un altro aspetto rilevante è l’impatto sui caregiver, i familiari che accompagnano i pazienti nel percorso di malattia: anche per loro la pratica di mindfulness si è rivelata utile nel ridurre il burden assistenziale e favorire una presenza più equilibrata e compassionevole.

Evidenze scientifiche

Uno degli studi più significativi in questo ambito è quello di Carlson, L.E., Doll, R., Stephen, J., Faris, P., Tamagawa, R., Drysdale, E., & Speca, M. (2013), intitolato Randomized controlled trial of mindfulness-based cancer recovery versus supportive expressive group therapy for distressed survivors of breast cancer, pubblicato su Journal of Clinical Oncology.

In questo studio, le pazienti sopravvissute al cancro al seno che hanno seguito un programma di Mindfulness-Based Cancer Recovery (una declinazione del MBSR specifica per l’oncologia) hanno riportato miglioramenti significativi in termini di qualità della vita, riduzione dei sintomi di stress, ansia e depressione rispetto al gruppo di controllo.

L’articolo è consultabile su PubMed:
Carlson LE et al. Randomized controlled trial of mindfulness-based cancer recovery versus supportive expressive group therapy for distressed survivors of breast cancer. J Clin Oncol. 2013.

Una risorsa per affrontare la malattia

La mindfulness non si pone come sostituto delle cure mediche, ma come un alleato complementare, capace di aiutare i pazienti a vivere l’esperienza oncologica con maggiore equilibrio, resilienza e umanità. Non elimina la malattia né il dolore, ma offre strumenti per cambiare la relazione con essi, restituendo alla persona un senso di presenza e di padronanza possibile, anche in condizioni di estrema vulnerabilità.

Se hai delle domande in relazione quello che hai letto puoi chiedere di  essere contatto da un istruttore a questa mail: mindfulness@centroferraris.it. Tutti i nostri istruttori sono anche Psicoterapeuti.